La CISL FP Salerno valuta positivamente l’avvio del nuovo Pronto Soccorso Verticale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Salerno. Un’evoluzione riorganizzativa che punta a rendere la presa in carico del paziente più tempestiva, specialistica e coordinata. Il nuovo assetto prevede percorsi specialistici dedicati nelle aree cardiologica, neurologica, internistica, chirurgica, urologica e ortopedica. L’obiettivo è indirizzare precocemente il paziente verso il percorso più appropriato, rafforzando il collegamento tra Pronto Soccorso e specialisti, favorendo una gestione più efficace ed efficiente dei flussi assistenziali. «Accogliamo con favore un modello che mette al centro la persona e che promuove una maggiore integrazione tra le professionalità – dichiara il Segretario Provinciale della CISL FP di Salerno Andrea Pastore –. Per i cittadini che accedono al Pronto Soccorso, spesso in condizioni di fragilità e preoccupazione per il loro stato di salute, poter contare su percorsi chiari e coordinati significa avere la garanzia di ricevere una risposta più attenta ai propri bisogni». La CISL FP Salerno riconosce il merito al Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Salerno – Avv. Nicola Cantone – in uno alla Direzione Strategica Aziendale e a tutti i professionisti che sono stati coinvolti, promosso e accompagnato l’avvio di questo importante progetto di riorganizzazione, definendo un progetto che mira a raggiungere una risposta immediata a garanzia e tutela dei bisogni e delle esigenze degli utenti. Tra gli elementi qualificanti del progetto figura l’introduzione ed istituzione dell’infermiere facilitatore – Care Nursing – la cui funzione specifica è finalizzata ad accompagnare il percorso assistenziale del paziente e a facilitare il raccordo tra le diverse aree ed i professionisti coinvolti. Una funzione che può contribuire a migliorare la comunicazione, a sostenere la continuità della presa in carico e ad individuare tempestivamente eventuali criticità nei passaggi assistenziali. «La valorizzazione delle competenze infermieristiche è un aspetto centrale di questa innovazione – prosegue il dirigente sindacale Pastore. Il contributo degli infermieri, insieme a quello dei medici, degli operatori sociosanitari e di tutto il personale coinvolto, è determinante per tradurre il nuovo modello in un miglioramento concreto dell’assistenza. La funzione del facilitatore deve essere sostenuta da una chiara definizione delle responsabilità, da formazione dedicata e da condizioni organizzative adeguate». Per la CISL FP Salerno il successo del progetto richiede un incremento della dotazione organica per rafforzare e mettere a regime le attività previste attraverso una effettiva definizione delle competenze specialistiche e delle procedure condivise. È inoltre essenziale che il nuovo assetto si raccordi con la gestione dei posti letto e con i reparti di degenza, affinché una presa in carico più rapida trovi continuità anche nelle successive fasi del percorso ospedaliero. La riorganizzazione del Pronto Soccorso Verticale pone, tuttavia, anche la necessità di prestare particolare attenzione alle difficoltà che possono interessare alcuni presidi periferici. In passato, infatti, il personale medico di altri plessi interveniva a supporto delle strutture in maggiore sofferenza. Oggi tale possibilità risulta più limitata, con forti ricadute particolarmente rilevanti in realtà come l’Ospedale Costa d’Amalfi e che sicuramente sarà oggetto di una massima attenzione da parte del management aziendale. «In conclusione – sottolinea il Segretario Provinciale della CISL FP – l’innovazione organizzativa posta in atto, anche se in una fase iniziale, dovrà essere accompagnata da investimenti sulle persone e da un confronto costante con chi opera quotidianamente nei servizi «Il Pronto Soccorso Verticale rappresenta un’opportunità per il Ruggi e per il territorio. Il nostro impegno è fare in modo che questa evoluzione produca benefici misurabili per i cittadini, riconosca pienamente il valore delle professionalità che ogni giorno garantiscono la risposta all’emergenza e non lasci indietro le strutture periferiche».




































